Rete Comitati Pari Opportunità
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nasce sotto la direzione
dell'avv. Carla Guidi

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Comunicato CPO d'Italia - Afghanistan

Comunicato CPO d'Italia - Afghanistan

20-08-2021

COMUNICATO
DEI PRESIDENTI E DELLE PRESIDENTI DEI COMITATI PARI OPPORTUNITA‘
DEGLI ORDINI FORENSI ITALIANI

I Comitati Pari Opportunità degli Ordini Forensi italiani, che sottoscrivono il presente comunicato, esprimono gravissima preoccupazione per le notizie provenienti dall’Afghanistan, dove, a seguito dell’abbandono del contingente internazionale, il paese è tornato repentinamente sotto il controllo dei Talebani, i quali intendono sottoporre la popolazione, ancora una volta, alla legge della Sharia. Con ciò si corre il concreto rischio di un ritorno ad un sistema che annienta il riconoscimento delle donne alla partecipazione alla società civile e politica e cancella ogni timido progresso di riconoscimento, anche solo dell’esistenza, delle minoranze nazionali, etniche, religiose e sessuali.
I Comitati Pari Opportunità chiedono allo Stato italiano, nelle persone del Presidente della Repubblica, del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro degli Esteri e del governo tutto, oltre che ad ogni altra autorità civile nazionale ed internazionale un forte impegno, affinché la nuova realtà politica afgana riconosca pari dignità di esistenza a donne e bambine, a persone di religione e di appartenenza etnica diversa da quelle della maggioranza ed il rispetto dei diritti umani nei confronti delle persone LGBTQI. I Comitati auspicano, inoltre, l’apertura di corridoi umanitari, per consentire l’approdo in sicurezza di tutte le persone, che, a seguito dell’instaurazione del nuovo regime, dovessero trovarsi in pericolo di vita o impossibilitate, in seguito a proprie caratteristiche personali e vicende umane pregresse, ad un esercizio pieno dei diritti fondamentali. I Comitati esprimono, infine, il proprio umano sconforto nei confronti del destino che potrebbe essere riservato, nella nuova realtà politica, alle colleghe avvocate, con grande probabilità non più in grado di esercitare la loro professione ed ai colleghi avvocati impegnati nella difesa dei diritti dei e delle persone più deboli.

Per i CPO firmatari, consultare il documento ufficiale cliccando sul link sottostante.

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Comunicato CPO d'Italia - Nasrin Sotoudeh

Comunicato CPO d'Italia - Nasrin Sotoudeh

31-05-2021

Il 30 maggio è stato il compleanno di Nasrin Sotoudeh, l'ennesimo trascorso in stato di detenzione.
I Comitati Pari Opportunità degli Ordini degli Avvocati firmatari ritengono che la collega avvocata dei diritti umani non possa e non debba essere dimenticata.
In carcere dal 2018 per le sue battaglie per i diritti umani e le discriminazioni di genere, nell’ottobre scorso è stata trasferita, dalla prigione di Evin, alla prigione di Qarchak (considerata “l'inferno”), le cui condizioni vengono descritte come disumane, dove, poco dopo, ha anche contratto il coronavirus.
Ci sostiene il desiderio di giustizia, al nome della quale Nasrin Sotoudeh si è sempre messa al servizio ed il desiderio di dare voce a lei a cui, in questo momento, è impedito di avere voce.
Reiteriamo, pertanto, la richiesta di una presa di posizione istituzionale in favore del rilascio di Nasrin Sotoudeh, che appare ancora più urgente, considerate le attuali condizioni di detenzione e sosteniamo la richiesta del marito, Reza Khandan, di invocare l'intervento delle Nazioni Unite a condurre un'indagine indipendente su tutte le prigioni iraniane ed a chiudere immediatamente il carcere femminile di Qarchak.

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Comunicato Turchia ritiro adesione Convenzione di Istanbul

Comunicato Turchia ritiro adesione Convenzione di Istanbul

24-03-2021

Comunicato

La Rete dei Comitati Pari Opportunità degli Ordini degli Avvocati della Toscana esprime sconforto e preoccupazione nell’apprendere il ritiro della Turchia dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, sottoscritta ad Istanbul nel 2011.

Condanna fermamente la decisione delle autorità turche.

La Convenzione è considerata unanimemente la base di riferimento a livello internazionale per la protezione delle donne da ogni forma di violenza e discriminazione; vincola gli Stati firmatari ad adottare una legislazione interna efficace per prevenire e punire le condotte di violenza fisica e psicologica, gli atti persecutori, la violenza sessuale, i matrimoni forzati, le mutilazioni genitali femminili, l’aborto e la sterilizzazione forzati, le molestie sessuali.

Non si può non vedere in una tale decisione un passo indietro per tutta la società civile nell’ambito della tutela dei diritti umani fondamentali e delle donne, che devono e dovrebbero costituire la base di tutte le società civili.

Continuare a combattere e portare avanti i principi di parità ed uguaglianza, di rispetto e promozione dei diritti umani, è oggi un’esigenza sempre più vitale, che la Rete sente propria e pone come proprio obiettivo fondamentale.

La Rete dei CPO
degli Ordini degli Avvocati
della Toscana

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